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cheimbarazzo

Paura, soldi, vergogna: mai avuti

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Tag: selflove

Scelgo croce

L’altra sera ho chiamato mia madre. Stava stirando – come ogni madre over 70 in un qualsiasi giorno d’estate in cui il termostato segni almeno 38°C – e intanto riguardava Il trono di spade in Tv: “Mi fa tornare in mente il periodo del lockdown, quando tuo padre ed io stavamo chiusi in casa a guardare serie tv e tu ogni due giorni ci lasciavi la spesa nel pianerottolo. Certo che, a pensarci bene, tu sei proprio una brava persona, sei molto buona”.

Eccomi. Una brava persona. Molto buona.

Devo ammettere che nell’immediato quella frase mi ha fatta commuovere più dell’assenza di coda in tangenziale. Poi però aspetta un secondo. Cosa cambia esattamente in me? Cosa succederà di differente ora che mia madre ha finalmente riconosciuto la mia bontà, dopo 44 anni di scudisciate sulla mia inadeguatezza estetica e disinteresse per la mia salute mentale? Sarò più brava? Meno brava? Avrò uno sguardo differente? La gente capirà al volo che sono molto buona?

Di colpo l’assenza di coda in tangenziale è tornata in testa nella lista di gioie della giornata. Forse anche del mese.

Tutto è cominciato la settimana scorsa, alla fine della seduta mensile di psicoterapia, in cui ero incazzata come una iena con l’ennesimo caso umano da cui mi sono lasciata usare come psicofarmaco, se non altro questa volta per una sola settimana.

Ho urlato e inveito, singhiozzato e piagnucolato, sfogato tutta la mia rabbia e delusione per essermi considerata così poco importante da lasciare un’altra volta che la vita (triste) di qualcun altro prendesse il sopravvento sulla mia. Così il mio psicologo mi ha proposto un esercizio apparentemente banale: “Da domani lanci una moneta ogni mattina, se viene testa ti comporti come sempre, se viene croce ti comporti partendo dall’idea che siccome sei una persona interessante, gli altri potrebbero interessarsi a te”.

Sono uscita terrorizzata all’idea che potesse uscirmi croce (e anche convinta che il mio psicologo mi voglia ormai troppo bene se mi considera interessante, e sia venuto irrimediabilmente il momento di cambiarlo).

Non nascondo che i primi cinque giorni in cui è uscita sempre testa sono stati un sollievo. E anche quelli successivi in cui è uscita croce. La partenza nella mia comfort zone mi ha permesso di tranquillizzarmi, ma anche di cominciare a pensare a cosa di me mi avrebbe potuta far sentire interessante una volta rovesciata la medaglia. Dov’è che potrei piacermi? Cosa vorrei arrivasse alle persone con cui mi relaziono?

La cosa più interessante di me è che sono una persona sentimentale. Non nel senso che sono una malinconica cagacazzi (cioè, sì anche), ma più che altro sono capace di provare un’infinità di sentimenti per la vita che ho intorno. Mi emoziono con le canzoni, mi ritrovo nelle poesie, vivo altre esistenze dentro ai libri, respiro nei musei, sono accogliente, so ascoltare, so amare le persone e la natura in modo spavaldo, non mi vergogno dei miei desideri, sono capace di relazionarmi col mondo e ho una mia personalissima idea di ogni cosa.

Cazzo, ma non è che alla fine sono interessante per davvero?

La sfida della moneta mi ha obbligata a guardarmi come se fossi una sconosciuta: mi ha permesso di essere più clemente nel giudizio, anzi aperta ad accogliere una nuova conoscenza con tutto il suo mondo interiore. Il MIO mondo interiore.

La stronzata che ci hanno inculcato sull’amore è quella delle due metà della mela, della persona che arriva e ci completa, delle anime gemelle che si compensano, del trovare se stessi negli occhi di qualcun altro. Io sono una mela intera, sono un mondo completo da sola, tra gli amici, con un fidanzato. Sono un sacco di cose che non hanno bisogno di compensazione e nemmeno di validazione: non sono bella perché mi corteggiano, non sono interessante perché qualcuno mi ama, non sono una brava persona perché lo ha detto mia madre. Io SONO e basta, faccio me stessa nel ruolo in cui l’esistenza vissuta fino qui mi ha posizionata, sono interessante per questo. E attiro persone che si interessano a me perché sono una sentimentale, malinconica, cagacazzi. (Ok, magari anche gente che non pago per conoscermi durante la seduta mensile).

Non è troppo importante essere visti, se a guardarci siamo noi. Non è fondamentale ricevere attenzioni e complimenti, se i primi a piacerci siamo noi. Non avrò più bisogno di usare la mia proverbiale capacità di accoglienza e di ascolto come merce di scambio per ottenere amore, se l’amore saprò darmelo da sola.

Da oggi, testa o croce che sia, sarò una mela intera, in cerca di un cestino di mele con cui condividere canzoni e poesie.

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Fedus Senza categoria Lascia un commento 23 giugno 2023 3 Minutes

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L’autrice:

Fede

Amo la musica ma non so suonare neanche l’intro di Smoke on the Water, leggo libri sui pirati ma al mare preferisco la montagna. Nella vita so solo scrivere e fare cocktail, ho un master in polemichette e un’opinione su ogni cosa. Rispetto tutti gli animali, inclusi gli uomini, e chiedo scusa alle piante quando le urto per sbaglio.

Per quanto difficile da credere, quel che leggete è ispirato a fatti realmente accaduti a me medesima. Le foto le ho scattate a cose trovate a terra.

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